Cognomi occhiobellesi - introduzione
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INTRODUZIONE

In questo lavoro si analizza il panorama dei cognomi a livello comunale, con particolare riferimento al Comune di Occhiobello, con le classifiche relative a tutto il territorio e frazionate e con alcune analisi relative alla tipologia dei cognomi, alla loro maggiore o minore caratterizzazione locale e a un ampio numero di curiosità che emergono dalle graduatorie.

I dati sono stati ricavati da una ricerca realizzata nel primo semestre del 2000 utilizzando l’Archivio Utenza SEAT. Come nel caso della graduatoria comunale, sono state eliminate grazie a un programma informatico ad hoc le utenze telefoniche con forme societarie presenti nella ragione sociale e si sono invece mantenute le utenze affari, nella convinzione che, in particolare nel caso di piccoli commercianti e artigiani, esse rappresentino spesso l’unica utenza per il cittadino. Il numero di abbonati telefonici preso in considerazione per le graduatorie comunali è di 3.882 unità.

Perché alcuni cognomi sono più diffusi di altri?

La domanda non è affatto banale. Ragionando in una prospettiva moderna, si sarebbe portati ad affermare che la prolificità delle famiglie e dunque l’ampiezza di una discendenza debba essere ritenuta casuale, cioè non collegata al cognome che si porta. Tuttavia, in epoca medievale e nei primi secoli dell’era moderna, il cognome era anche il segno di uno status sociale, economico e professionale e pertanto non si può escludere del tutto che, per esempio, famiglie agiate abbiano trasmesso più facilmente il nome del casato; d’altra parte, famiglie povere potevano mettere al mondo più figli, ma anche cambiare più facilmente quei nomi aggiunti al primo nome (soprannomi, nomi di mestiere, ecc.) e dunque rendere la discendenza meno legata a un cognome. Di fatto, elementi di statistica, demografia, genealogia, medicina,
storia del costume, economia, ecc., s’intrecciano al punto che questa strada, per quanto affascinante, può solo indicare la complessità del problema senza offrire soluzioni puntuali.

Su un piano generale, però, esistono alcune sicurezze per poter spiegare le ragioni del successo di un cognome. E riguardano sostanzialmente cinque aspetti, spesso combinati tra loro:

1) la motivazione plurima;

2) la plurietimologia;

3) la poligenesi;

4) il rapporto lingua-dialetto;

5) i valori demografici.

Vediamo, brevemente, ciascuno di questi fattori.

1. La motivazione plurima (polietimologia). Alcuni cognomi hanno all’origine più di una motivazione. Rosso, da cui discende il cognome Rossi (2° cognome più
diffuso nell’occhiobellese), poteva essere un soprannome imposto per il colore dei capelli, e della barba, carica di valori simbolici nel Medioevo; poteva riguardare il colore della pelle; oppure, in misura certo minore ma non trascurabile, il colore delle vesti o di una bandiera, cioè di una fazione politica; inoltre Rosso divenne frequente nome personale, come Martino o come Jacopo, indipendentemente dal suo significato. "Rosso", insomma, aveva molte ragioni diverse per essere imposto a qualcuno.

È evidente, quando si parla di motivazione, che i tipi cognominali rispondono a caratteristiche diverse. Nell’aspetto fisico, erano ovviamente i tratti meno comuni o quelli addirittura rari ad attirare l’attenzione e a far coniare nomignoli, spesso con valore ironico e denigratorio: i "rossi" erano meno frequenti dei neri e dei biondi, gli "zoppi", i "sordi" o i "muti" più rari di coloro che deambulavano, udivano o parlavano perfettamente; i "mancini" meno numerosi dei destri. Al contrario, per quanto riguarda i nomi di mestieri e professioni, essi rispecchiavano in misura diretta l’importanza e la diffusione di una data attività: i fabbri ferrai occupavano nella scala sociale un ruolo più apprezzato dei "caprari", dei "pecorari" o dei "vaccari" (che pure sono largamente rappresentati nell’onomastica moderna), e dunque erano più portati a mantenere e a trasmettere il loro titolo professionale; ma erano anche più numerosi di chi in quella stessa gerarchia sociale li precedeva, come i "notari" o i "chierici" (altri cognomi ben diffusi, con tutte le possibili varianti).

2. La plurietimologia. Cognomi che derivano da due etimi differenti hanno più probabilità di diffondersi. Gallo, per esempio, nasce come richiamo sia alla Gallia (cioè alla Francia) sia all’uccello; Colombo è un nome di battesimo ma anche un soprannome simbolico; Franco rappresenta l’aggettivo relativo alla Francia ma anche un nome proprio; Leo, è un nome di battesimo ma anche un soprannome indicante per metafora l’animale (leo, in latino, significa leone), e così via.

3. La poligenesi. Ci sono cognomi che sono nati in un singolo luogo in una data occasione, e di lì si sono sparsi per la regione e talvolta oltre. Non possono essere diventati numerosi come quelli che, invece, si sono fissati in più luoghi e tempi diversi; è il caso, questo, di molti cognomi derivanti da nomi di persona, ma anche da nomi di mestiere e da aggettivi indicanti provenienza da una città o da una regione. Si può affermare con certezza che i primi cognomi occhiobellesi per frequenza abbiano carattere poligenetico e non possono in nessun modo essere ricondotti a un singolo comune-epicentro e a un singolo avo.

4. Il rapporto lingua-dialetto. I cognomi che fanno riferimento a una voce a diffusione nazionale, o che è stata tradotta più spesso in italiano dal dialetto d’origine, hanno avuto una diffusione maggiore rispetto alle forme dialettali, legate a un territorio ristretto. La voce "ferrari", che appartiene ai dialetti di quasi tutta l’Italia, è più nazionale della voce "fabbri", che nel Nord-est, al singolare, è divenuta spesso favaro o favero, in Sardegna frau e così via; il corrispondente (o quasi) magnano (Magnan è presente
a Occhiobello) presenta una diffusione più limitata, perché è quasi esclusivamente tosco-emiliano; l’altro corrispondente forgione (il cognome di Padre Pio da Pietralcina) presenta un’area di distribuzione ancor più ridotta, perché si tratta di voce campana. I cognomi derivanti da Giovanni, nonostante si tratti del nome maschile più diffuso in Italia dall’inizio del medioevo al XIX secolo, non occupano nessuno dei primi posti nella graduatoria italiana (Zanella, il primo nome derivante da Giovanni presente nella classifica occhiobellese è solo 20°), perché si sono frammentati nelle varie famiglie dialettali (Gianni, Zanni, Nanni, Ianni, Vanni, ecc.).

I discendenti di Giovanni

Il nome latino Iohannes, divenuto in italiano Giovanni e nella forma contratta Gianni è presente, in campo nazionale, in quasi 2.500 cognomi diversi, semplici e composti (oltre 20 in territorio occhiobellese), risultato dei tanti derivati e varianti dialettali. Ecco per ogni regione il cognome più frequente tra quelli derivati da Ioahnnes:

Piemonte:

Bongiovanni

Val d’Aosta:

Janin

Lombardia:

Zanetti

Veneto:

Zanella

Trentino Alto Adige:

Giovannini

Friuli Venezia Giulia:

Zanin

Liguria:

Giovanelli

Emilia Romagna:

Nanni

Toscana:

Giannini

Lazio:

Giannini

Marche:

Giannini

Umbria:

Giovannini

Abruzzo:

Di Giovanni

Molise:

Giancola

Campania:

Iannone

Puglia:

Giannuzzi

Basilicata:

Iannuzziello

Calabria:

Mastroianni

Sicilia:

Di Giovanni

Sardegna:

Giannichedda

Nel comune di Occhiobello si trovano, in ordine di maggior frequenza: Zanella (più frequente nel Veneto), Vanin, Zanardi, Zani, Zannini, Zannoni, Giandinoto, Gianese, Giannetta, Giannetti, Giannino, Giovannini (più frequente nel Trentino Alto Adige e in Umbria), Nannini, Vannini, Yovanitis, Zandi, Zanin (più frequente nel Friuli Venezia Giulia), Zanni, Zanon, ecc.

All’inizio era Giovanni, dal nome dei due fra i santi più venerati: il Battista e l’Evangelista. Il culto ai due santi è stato forte fin dagli albori del cristianesimo, ma nel Medioevo è andato viappiù affermandosi con il diminutivo Gianni e le varianti dialettali del medesimo, essendo spesso il dialetto l’unica lingua parlata.

Giovanni, dall’ebraico Yohanan che significa "Dio ha avuto misericordia", cioè "ha dato un figlio", passato al tardo greco Joannes e approdato al latino Johannes, non è usato come cognome singolo, ma dal nome del capostipite della casata, per distinguerlo da altri Giovanni sono nati i cognomi che seguono. La diffusione nel territorio nazionale è forte, nel sud si hanno maggioranza di cognomi preceduti da Di se derivati dal nome del padre, Della se derivati dalla madre, al nord si trovano varianti con una sola "n", nelle regioni marchigiane o emiliane con "gn". Dai diminutivi, o voci dialettali, di Giovanni sono nati Gianni, Giuàn, Zuàn, Zan, Yanni, Iani, che oltre ad essere cognomi in proprio si sono uniti ad altri nomi, o caratteristiche fisiche, per distinguere un individuo dalla massa degli omonimi, fino a formare un esercito di oltre duecento cognomi sparsi per la penisola.

VARIANTI E DERIVATI: Giovannini, Giovannetti, Giovannelli, Giovannoni, Giovani, Gioani, Ioan, Gioana, Di Giovanni, Della Giovanna, Giovagnoli, Giovannozi,
Giovannazzi.

Gianni diventa Nanni, Vanni, Zanni che, oltre ad essere cognomi, vengono unite altre denominazioni.

VARIANTI E DERIVATI: Giani, Ianni, Giannelli, Giannetti, Giannini, Giannoli, Ganoli, Gianasi, Gianuzzi, Giannazzi, Gianeschi, Iannelli, Iannone, Iannili, Iannetti, Iannucci, Iannacci, Iannacco, Iannazzo, Iannuzzi.

I cognomi che iniziano con la I, possono iniziare, a seconda delle regioni, con la J, più frequente nel sud.

Poiché anche queste varianti finirono con il diventare poche, furono aggiunte altre denominazioni, nomi propri, caratteristiche fisiche o mestieri, professioni.

VARIANTI E DERIVATI: Gialleonardo, Gianleonardo,Giambartolomei, Giambenedetti, Giambertone, Giammarco, Giammatteo, Gianmaria che hanno chiaramente un altro nome aggiunto; Giambelli, Giamboni che hanno aggettivi come bello e buono come aggiunta; Giannirizzo e Giannirusso che indicano capelli ricci o rossi, Iafrate che
indica un capostipite Gianni e…frate.

Zanni-Vanni hanno dato origine a una serie lunghissima di altri cognomi diffusi soprattutto nel Nord, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna. Diamo un piccolo campionario dei cognomi più comuni, ma vi sarà facile capire se il vostro è derivato da questi, pur non essendo rappresentato.

VARIANTI E DERIVATI: Zanna, Zanne, Zani, Zani, Zuani, Zanelli, Zanela, Zanetti, Zanini, Zanoli, Zanotti, Zanutti, Zanicchi, Zanichelli, Zanocchi, Zanoni, Zanassi, Zanussi, Zanardi, Zanardelli, Zanaroli, Zanenghi, Zanieri, Zanier, Zamarini, Zambardi, Zambelli, Zambeletti, Zambenedetto, Zambianchi, Zamboni, Zanaboni, Zanazzo, Zanpiccolo, Zanpieri, Zangiacomi, Zandomenighi, Zangrandi, Zangrossi, Zanluca, Zanardi che significa Gianni figlio di Nardo e via con i nomi propri aggiunti. Curioso è Zanzani che raddoppia il Giovanni-Gianni-Zanni, come si vede il John-John Kennedy non era uno snobismo americano, ma era già presente nel Medioevo italiano. Simpatico è Zangrillo, che unisce lo Zanni al grillo, ad indicare caratteristiche fisiche o psichiche del capostipite.

5. I valori demografici. Un altro fattore significativo nel determinare le cifre di un cognome hanno riguardato, sia ieri che oggi, le differenti tendenze demografiche e dunque il maggiore o minore sviluppo delle popolazioni dei vari centri abitati. Da alcuni decenni, com’è noto, i tassi di natalità nel Meridione d’Italia sono significativamente superiori a quelli del Centro e soprattutto nel Nord, e ciò si riflette nella maggiore o minore espansione di quei cognomi – e non sono pochi – che si caratterizzano come nettamente meridionali o nettamente settentrionali; e ciò è riscontrabile in maniera evidente anche nel territorio occhiobellese.

 

   

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